venerdì 20 febbraio 2015

Juncker: “sono un democristiano, un cattolico...devo mentire...per l'Euro”



Ve lo ricorderete tutti il metodo del nuovo fascista presidente della Commissione Europea Juncker: nel 1999 il simpatico elitista (o etilista) descriveva, in una intervista su Der Spiegel, il metodo antidemocratico di avanzata europeista:
"Prendiamo una decisione, poi la mettiamo sul tavolo e aspettiamo un po’ per vedere che succede. Se non provoca proteste né rivolte, perché la maggior parte della gente non capisce niente di cosa è stato deciso, andiamo avanti passo dopo passo fino al punto di non ritorno".
Vabbè, voi "complottisti" italiani questa frase già la conoscete. Quello che si sono dimenticati però di tradurvi è un'altra perla del nostro elitista (o etilista):
“I am a Christian Democrat, a Catholic, but when it becomes serious you have to lie. Yes, I lie because it involves the survival of the euro.” fonte
Non conoscete l'inglese? Ripetiamo nella vostra lingua:
“Sono un Democristiano, un Cattolico, ma quando le cose diventano serie bisogna mentire. Sì, io mento perché ciò implica la sopravvivenza dell'Euro.”








Adesso avete capito? O bisogna tradurvela anche in latino? In quale salsa ancora vi dobbiamo spiegare quali sono le forze che vogliono la sopravvivenza dell'Euro? Comunque, non vi preoccupate, siamo dei complottisti, quindi non ascoltateci.

Ah! Non credete che Juncker si sia mai espresso in questi termini? Ma avete anche un video che lo dimostra, guardatevelo, e ascoltate bene cosa dice il nostro democristiano appena passati 14 secondi dall'inizio dello stesso; il video con Juncker protagonista si intitola “Economic policy of the eurozone needs to be decided in "dark, secret rooms



Nell'articolo collegato, dal titolo Eurogroup chief: 'I'm for secret, dark debates', tratto da euobserver.com, pubblicato nel 2011, si afferma:



“Mercoledì (20 aprile) il capo dell'Eurogruppo (a quel tempo Juncker, ndr) ha detto che le politiche economiche dell'eurozona dovrebbero essere condotte in “segretezza” al fine di prevenire movimenti pericolosi dei mercati finanziari, aggiungendo che egli aveva spesso mentito nella sua carriera al fine di prevenire la diffusione di voci che avrebbero potuto alimentare speculazioni. Egli ha detto che, come nel caso della politica monetaria, tutte le decisioni in campo economico dovrebbero ora essere discusse a porte chiuse.
“La politica monetaria è una questione seria. Dovremmo discuterla in segreto, nell'Eurogruppo,” ha detto Jean-Claude Juncker alla conferenza di Bruxelles sulla governance economica, organizzata dal Movimento Europeo, un'organizzazione che promuove l'integrazione europea, riferendosi a quanto già da tempo esternato dai parlamenti nazionali e dalle banche centrali indipendenti.
“Lo stesso vale per le politiche economiche e monetarie dell'Unione. Se indichiamo possibili decisioni, stiamo alimentando speculazioni sui mercati finanziari e soprattutto stiamo gettando nella miseria le persone che stiamo cercando di salvaguardare.”
“Sono pronto ad essere insultato per non essere sufficientemente democratico, ma voglio essere serio”, ha detto.
Secondo la sua linea di pensiero i ministri e i leader dell'UE che discutono questioni finanziarie in pubblico mettono “milioni di persone a rischio” a causa di forti oscillazioni dei mercati finanziari, come conseguenza dei loro commenti pubblici.
Egli ha poi fatto la seguente battuta: “Io sono per i dibattiti svolti in segretezza.”
Juncker ha osservato che “vi è insufficiente consapevolezza a livello europeo quando si tratta di questi temi, perché ognuno di noi vuole mostrare al suo pubblico nazionale che è lui il tizio più grande sotto il cielo.”
Avendo servito come ministro delle finanze e poi come primo ministro del Lussemburgo negli ultimi 22 anni, Juncker ha sottolineato che nel corso della sua carriera, nonostante la sua educazione cattolica, spesso ha “dovuto mentire” al fine di non alimentare voci.
Ad un partecipante alla conferenza che aveva suggerito che la rimozione del segreto nelle riunioni dell'UE avrebbe potuto impedire ai mercati di passare dai pettegolezzi alle speculazioni Juncker ha detto che ciò non si poteva fare perché i ministri e i leader UE hanno bisogno di tempo per prendere decisioni.
“Le azioni sui mercati finanziari hanno luogo in tempo reale. Noi non siamo sempre d'accordo ad ogni dibattito sulla politica monetaria, ma i mercati nel frattempo stanno reagendo.”
Jean Claude Juncker è stato presidente dell'Eurogruppo dal 1º gennaio 2005 al 30 aprile 2012. Ma cosa è l'Eurogruppo? Leggiamo:
“L'Eurogruppo è un centro di coordinamento europeo che riunisce i ministri dell'Economia e delle finanze degli Stati membri che adottano l'Euro, ovvero la cosiddetta Eurozona. Si tratta di una riunione informale che si svolge alla vigilia di un Consiglio dei ministri dell'Economia e delle finanze (Ecofin) e che permette di discutere di questioni economico-finanziarie legate all'Unione economica e monetaria dell'Unione europea (UEM).” fonte: Wikipedia
Quindi, era proprio in veste di difensore dell'Euro, che il nostro crociato Juncker “aveva da raccontare palle”.
Non c'è da stupirsi, quindi, che a questo popò di uomo sia stato conferito, tra le numerose onorificenze, anche il Collare pro Merito Melitensi «Di iniziativa del principe e gran maestro dell'Ordine di Malta», un'ordine, ricordiamolo, Cattolico Romano


Ma cos'è l'Ordine pro merito Melitensi? Leggiamo da Wikipedia:
“L'Ordine pro merito Melitensi è un ordine di merito cavalleresco del Sovrano Militare Ordine di Malta istituito nel 1920. Pro Merito Melitensi è assegnato a uomini a donne che hanno portato onore e prestigio al Sovrano Militare Ordine di Malta o hanno promosso attivamente i valori Cristiani o il lavoro di carità nella tradizione Cristiana così come definita dalla Chiesa Cattolica Romana.”
E sappiamo tutti che, per essere dei buoni elitisti cattolici, bisogna anche mentire ed essere dei fascisti antidemocratici...per questo sei stato premiato caro Juncker.
Anche il precedente presidente della Commissione Europea, il cattolico Barroso, era stato decorato dall'Ordine di Malta, come ampiamente spiegato nel nostro blog. Chiudiamo quindi con le sue citazioni:


“La Commissione Europea condivide i valori e la missione dell’Ordine di Malta e farà quanto possibile per sostenerne le attività."
"Giovanni Paolo II sarà ricordato come colui che ha giocato un ruolo essenziale nella riunificazione dell'Europa e nel progresso delle idee di libertà e democrazia nel nostro continente."
José Manuel Barroso, ex Presidente della Commissione Europea

venerdì 6 febbraio 2015

Quelli che...la Cia ha finanziato l'integrazione europea









Tra quattro o cinque secoli, se i popoli europei si saranno gettati alle spalle il triste sogno gesuitico continentale, la gente forse capirà ciò che noi stiamo dicendo adesso; quindi questo scritto non è rivolto a voi che pensate di avere scoperto tutto avendo scoperto il complotto della Cia e dei cattivi Stati Uniti, ma ai posteri, i quali, studiando a mente più fredda, forse capiranno un po di più (magari anche più di noi, che non crediamo certo di aver scoperto tutto).

Partiamo da Wikipedia alla voce American Committee on United Europe:



“L'American Committee on United Europe (ACUE), fondato nel 1948, fu un'organizzazione americana la quale cercò di contrastare la minaccia Comunista in Europa attraverso la promozione dell'integrazione politica europea. Il suo primo presidente fu l'ex capo dell'OSS dei tempi di guerra William Joseph Donovan.[1]

La struttura dell'organizzazione fu delineata ad inizio estate del 1948 da Donovan e Allen Welsh Dulles, rivedendo da allora anche l'organizzazione della Central Intelligence Agency (CIA).[2] in risposta a richieste di assistenza di Richard Coudenhove-Kalergi () e Winston Churchill.

Documenti americani governativi declassificati hanno mostrato che l'ACUE fu un importante finanziatore iniziale sia del Movimento Europeo Internazionale che della Campagna europea della gioventù. L'ACUE stesso ricevette finanziamenti dalle fondazioni Rockefeller e Ford.

La politica statunitense fu quella di promuovere gli Stati Uniti d'Europa, e a questo fine il comitato fu usato per incanalare i fondi della Cia – dalla metà degli anni cinquanta l'ACUE stava ricevendo circa 1.000.000 di dollari statunitensi all'anno – verso i pro federalisti europei, supportando organizzazioni come il Consiglio d'Europa, la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, e la proposta di Comunità europea di difesa.”




Bastava comunque fare click sulle voci wikipedia dei due protagonisti di questo comitato, Donovan e Dulles, per capire un po di più che cosa è la Cia.

Per quanto riguarda Donovan:



“William Joseph attended St. Joseph's Collegiate Institute (Cattolico) and Niagara University (Cattolica) before starring on the football team at Columbia University. On the field, he earned the nickname "Wild Bill", which would remain with him for the rest of his life.[2][5] Donovan graduated from Columbia in 1905 and was a member of the Phi Kappa Psi fraternity,[2][6] as well as the Knights of Malta (Cattolici).[7]



Per quanto riguarda Dulles:




“Dulles was uncle to Avery Dulles, a Jesuit priest, theologian, and cardinal of the Catholic Church, who taught at Fordham University (Gesuiti) from 1988 to 2008.”



Da Wikipedia italiana poi estraiamo:

“Allen Dulles fece a capo del gruppo NSC 5412/2, a partire dagli anni 1950, insieme a Gordon Gray, consigliere per la sicurezza nazionale, a James Douglas, segretario della Difesa e a Livingston T. Merchant, sotto-ministro degli affari politici.[23], che ideava azioni segrete e operazioni sotto copertura di segreto, in particolare ideò l'Invasione della baia dei Porci per preparare l'invasione di Cuba. Il cardinale Avery Robert Dulles, gesuita, figlio di John Foster Dulles, consigliò suo zio Allen Dulles di ingaggiare Manolo Artime[24], un giovane medico, inviato dall'ala conservatrice dei gesuiti, appoggiato da padre Posada, un sacerdote gesuita, come comandante della Brigata 2506[25].”





Per continuare con un copia e incolla dal nostro blog; da La Connessione Cia-Usa-Vaticano estraiamo:



Nel 1943 il Vaticano raggiunse un accordo segreto con il capo dell'OSS Donovan – egli stesso un devoto cattolico – per consentire che la Santa Sede diventasse il centro delle operazioni di spionaggio degli alleati in Italia.


Donovan considerava la Chiesa come uno dei suoi gioielli dell'attività di Intelligence, visto il suo potere globale, l'appartenenza e i contatti. Egli coltivò questa alleanza con l'invio dei cattolici più prestigiosi d'America in Vaticano per stabilire rapporti e stringere un'alleanza.


Dopo la guerra metà dell'Europa era sotto il controllo comunista e il partito comunista italiano minacciò di vincere le elezioni del 1948. La prospettiva di un governo comunista nel cuore del cattolicesimo terrorizzava il Vaticano. Ancora una volta l'Intelligence americana riunì i propri cattolici più prestigiosi per rafforzare i legami con il Vaticano. Siccome questa fu la prima missione della nuova divisione delle azioni segrete, gli agenti cattolici acquisirono posizioni di potere nella fase iniziale, e in seguito avrebbero dominato le operazioni segrete per il resto della guerra fredda.”






“Nel frattempo, secondo Anthony Cave Brown, il capo dell'OSS William Donovan aveva stabilito segretamente un collegamento di intelligence con il Vaticano fin dal 1941, quando egli fece evacuare da Lisbona verso New York il padre domenicano Felix A. Morlion, che aveva fondato "un anti Comintern Cattolico Europeo" chiamato Pro Deo. Durante la guerra Donovan finanziò il servizio Pro Deo di Morlion e nel giugno 1944 egli "impiegò notevoli spese, tempo e fatica per il trasporto di Morlion da New York e il suo insediamento presso la Santa Sede."[8]
Successivamente Morlion divenne una figura chiave nell'intelligence del Vaticano, lavorando a stretto contatto con Giovanni Battista Montini, il futuro Paolo VI.”




“Spellman svolse anche un ruolo importante come emissario tra la Casa Bianca e Roma, per esempio, nel trasmettere la preoccupazione del papa circa i bombardamenti dell'Italia da parte degli Alleati. Egli incoraggiò la cooperazione del Vaticano con l'Office of Strategic Services (OSS), l'antesignano della Cia durante la guerra, che era presieduta dal suo vecchio amico Generale William (“Wild Bill”) Donovan.

[…]

[Anche “Wild Bill” Donovan, il capo dell'OSS in tempo di guerra, un vecchio amico del cardinale Spellman, fu premiato dal papato:”Il Generale William "Wild Bill" Donovan è stato decorato nel 1944 da Papa Pio XII con la Gran Croce dell'Ordinedi San Silvestro, il più antico e prestigioso ordine cavalleresco pontificio. Questo premio è stato dato solo ad un centinaio di altri uomini nella storia, che “con prodezze d'armi o di scrittura o azioni notevoli hanno diffuso la fede e hanno salvaguardato la Chiesa [Cattolica Romana]”...JP]



Ma adesso la Cia con 'sti ca.. Cattolici, si la Cia del 2015....



Andate qui, dalla Vera Fonte, e chi ci trovate:

John O. Brennan

Director, Central Intelligence Agency

Mr. Brennan graduated from Fordham University in 1977 with a bachelor’s degree in political science. While enrolled at Fordham, he studied abroad at the American University in Cairo in 1975-1976.








Comunque ve lo avevamo già detto qui, ma pare che non freghi un cazzo a nessuno. Sembra di essere in quella fiaba dove tutti sanno che il Re è nudo ma nessuno lo denuncia apertamente. Lasciamo il tutto per i posteri. 
















giovedì 5 febbraio 2015

Quelli che...è da complottisti dire che il Vaticano e i Gesuiti allevano la classe dirigente e sono un pericolo per la democrazia..




Sergio Mattarella è il quarto figlio di Maria Buccellato[2] e di Bernardo,[3] politico democristiano più volte ministro tra gli anni cinquanta e sessanta, e fratello minore di Piersanti, che nel 1980 fu assassinato da cosa nostra mentre era presidente della Regione Siciliana. [...]
In gioventù Sergio Mattarella, trasferitosi a Roma a causa degli impegni politici di suo padre, militò tra le file del Movimento Studenti della Gioventù Maschile di Azione Cattolica, del quale fu responsabile come delegato studenti di Roma e poi del Lazio dal 1961 al 1964,[4] e successivamente aderì alla Federazione Universitaria Cattolica Italiana.[5][vedi pagina di discussione]
Dopo essersi diplomato al liceo classico San Leone Magno di Roma,[6] istituto religioso dei Fratelli maristi delle scuole, nel 1964 si laureò in giurisprudenza presso l'università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti e la lode, discutendo una tesi su "La funzione dell'indirizzo politico".[7]
fonte: wikipedia



I Fratelli Maristi delle scuole costituiscono una Congregazione di religiosi laici che, seguendo l'impulso dello Spirito Santo, consacrano tutta la loro vita a Dio dedicandosi alla educazione cristiana della gioventù attraverso la scuola.

Si chiamano fratelli perché sentono profondamente la paternità divina. Il termine "maristi" indica la spiccata spiritualità mariana. Imitando Maria nell'ascolto e nella risposta operante si sforzano di vivere l'ideale evangelico in una vita comunitaria fatta di umiltà, di semplicità e di modestia, come nella famiglia di Nazareth.

 
I Fratelli Maristi operano a Roma, nel San Leone Magno, fin dal 1887, e dal 1956 nella sede attuale dell'Istituto. Cooperano da decenni docenti e non docenti laici che liberamente condividono lo stesso progetto educativo.

Oggi i Fratelli Maristi dirigono quasi un migliaio di centri di formazione sparsi in settantacinque nazioni di tutti i continenti....



L’elezione di Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica è una notizia che dà speranza", scrive il Cei di Palermo.
“L’elezione di Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica è una notizia che dà speranza: al Quirinale arriva infatti un uomo di grande spessore e di valori profondi, che potrà rendere onore alla carica che ricopre”. Lo afferma in un comunicato il Centro Educativo Ignaziano, la scuola dei gesuiti di Palermo.
“Il nostro Istituto è sempre stato sempre molto vicino alla famiglia del nuovo presidente, che condivide i valori che la scuola vuole professare e affermare con la sua educazione. Abbiamo sempre pensato che il fatto di trovarci proprio in via Piersanti Mattarella, infatti, rappresentasse per noi una chiamata ulteriore alla responsabilità di educare i ragazzi alla legalità e al coraggio. È anche per questo che, il 23 maggio di ogni anno, le celebrazioni nazionali in memoria delle stragi di Capaci e di via D’Amelio si concludono con una Messa nella nostra cappella”.
“Da decenni – conclude il comunicato – abbiamo tra gli alunni anche membri della famiglia Mattarella: con loro condividiamo la gioia e la soddisfazione per l’elezione di Sergio, al quale tutta la nostra scuola rivolge gli auguri più sinceri”.
fonte: Gesuiti news

Non dimenticate Lui:




domenica 1 febbraio 2015

La Vera Decrescita "Felice"


Storie dalla Dittatura Gesuitica Europea dell'Euro

Mentre gli intellettuali decrescenti dalla panza piena e dalle idee "giuste", con tanto tempo libero, “impiegato” da 40 anni a questa parte a preparare la "rivoluzione prossima ventura", continuano a criticare quello che loro vedono come il male assoluto della opulenta (per loro) società occidentale, cioè il "demoniaco" consumismo (degli altri)........

 

Disoccupazione adulta, una tragedia negata

di Mai Più Disoccupati
venerdì 3 ottobre 2014 

di Luchino Galli, blogger e mediattivista.
Nel 2013 i disoccupati adulti tra i 35 e i 64 anni censiti dall’Istat non solo hanno quasi eguagliato, in termini numerici, i giovani disoccupati (15-34 anni), ma costituivano la maggioranza dei disoccupati nel Nord e nel Centro Italia; un fatto nuovo, eclatante, trascurato da Istituzioni, politici e mass media.
I dati sono importanti: esemplificano, illustrano… ma dietro i numeri c’è un mondo reale di persone e di famiglie con le loro storie di disagio e sofferenza; un mondo poco esplorato, volutamente misconosciuto e sottaciuto.
Persone e famiglie che, abbandonate a loro stesse dalle Istituzioni e spesso prive del supporto di parenti e amici, vivono una drammatica precarietà esistenziale dalla quale può non esserci ritorno…
Alessandra, 43 anni: “Sono 4 anni che cerco lavoro, ho una figlia di 10 anni che mantengo completamente da sola. Aiuti non ne ho...e a 43 anni nessuno mi assume! Vado avanti di invenzione in invenzione, ma tutto ciò mi ruba serenità, certezze e soprattutto, oltre a portare via il mio presente, porta via il futuro di mia figlia!”.
Marco, 37 anni: “Sono disoccupato da troppo tempo! I risparmi stanno finendo… Mangio una volta al giorno, la sera, altrimenti la fame non mi fa dormire…”.
Elena, 38 anni: “Sono disoccupata da 18 mesi, non posso fare progetti a lunga scadenza, non posso neanche pensare di avere un figlio… Sono costretta a chiedere aiuto alla mia famiglia per mangiare, per pagare l’affitto, per qualsiasi cosa, e non ce la faccio più!”.
Valeria, 56 anni: “Sono disoccupata da quattro anni. Sopravvivo grazie a mia madre di 80 anni! Cosa sarà di me?!”.
Nadia, 41 anni: “Mio marito, 48 anni, è cassintegrato da oltre un anno, con uno stipendio ormai di soli 600 euro al mese Abbiamo due figli e un mutuo. Non so quanti curricola abbia inviato… risposte zero! Viviamo nell'industriosa Brescia, ma il lavoro non c’è più nemmeno qua. La notte è dura prendere sonno, sapendo che il giorno dopo non ce la farai a fare la spesa.”.
Concetta, 42 anni: “Ho due figli, di 11 e 4 anni, e dal primo gennaio rimarrò disoccupata dopo 23 anni di precariato! Non ho diritto a nulla, neanche alla dignità di poter sfamare i miei figli!”.
Antonio, 47 anni: “Io e mia moglie di 36 anni non troviamo un lavoro, nemmeno a svenderci. Sfratto esecutivo a fine mese. I nostri figli, di 13 e 15 anni, già dal prossimo mese potrebbero non avere più un tetto, potrebbero non poter frequentare la scuola, perché i loro genitori, noi... non siamo in condizione di avere un lavoro e una casa!”.
Sandra, 38 anni: “L’azienda in cui lavoravo è fallita. Disoccupata da 19 mesi, non ho nessuno che mi aiuti…Sono allo stremo!”.
Paola, 39 anni: “Sono disoccupata da 21 mesi, con un figlio a carico. Non trovo nessun lavoro e non ho i requisiti per il sussidio di disoccupazione. Che razza di Stato è quello che condanna alla disperazione i propri cittadini!? Mi sento scomparire giorno dopo giorno...”.
Angela, 52 anni: “Sono subissata dalle cartelle di Equitalia! Ma come si fa a pagare bollette, tasse,a onorare i propri impegni se non hai un lavoro, se non trovi un lavoro, se non ti fanno più lavorare!?!”.

Pietro, 50 anni: “Sono rientrato nei tagli che la scuola ha subito. Ho cercato lavoro anche come lavapiatti. Ho provato a lavorare come manovale: mi è stata chiusa la porta in faccia, volevano un ragazzo giovane. E io a 50 anni cosa posso fare?”.
Marta, 37 anni: “Sono disoccupata da 21 mesi, alla ricerca di un lavoro qualsiasi, ma ‘sono invisibile’. Non sono più una persona, sono un fantasma!”.
Stefania, 47 anni: “ Sono oltre due anni che mio figlio e mio marito sono disoccupati! Lavoro solo io, e ormai la situazione è drammatica! Lavoro con il sorriso stampato in faccia, per mascherare il mio disagio, ma piango dentro e fuori ogni giorno che passa, sperando in un miracolo che non avviene!”.
Giulia, 50 anni: “La paga è 300 euro al mese, il resto si fa con le provvigioni. Però 50 anni sono troppi, cerchiamo gente giovane!”.
Fulvio, 50 anni: “Sono disoccupato da sei anni. I risparmi sono finiti. Ammortizzatori sociali?! ... I genitori non ci sono più, amici e parenti dileguati! Finirò per strada! Ho paura! La disoccupazione adulta è una pistola puntata addosso!”.
E dopo la disoccupazione adulta: un’impietosa emarginazione, l’esclusione sociale, la morte civile, il nulla… l’annichilimento dello stesso diritto di vivere, di esistere!
La perdita di un lavoro costituisce la prima delle cause che conduce alla condizione di senza dimora. 
(Fonte: Le persone senza dimora - Istat 2012).
Francesco, 41 anni, senzatetto: “Vivo per strada non per libera scelta, ma perché non ho alternative! Avevo un lavoro, una casa, amici. Ho perso tutto, anche la dignità. Ogni giorno cerco di sopravvivere, qualcosa da mangiare, un posto per dormire. Ho paura di non farcela, di morire di fame, di freddo, di malattia, di botte, di solitudine...”.
“Ho 43 anni, mi chiamo Marina, sono una senzatetto. Ero una persona come tante altre, vivevo del mio lavoro, poi la mia ditta ha chiuso. Ho cercato per mesi un lavoro qualsiasi, finiti i risparmi ho perso la casa e sono finita per strada!”.
Cesare, 53 anni: “Perdere il lavoro e non trovarne un altro: la separazione da mia moglie, il fastidio e l'imbarazzo di amici e parenti… Finiti i risparmi mi sono trovato per strada! Spero in un’occasione, in un’opportunità per ricominciare a vivere…”.
Il Parlamento europeo, con risoluzione del 20 ottobre 2010, affermando il ruolo del reddito minimo garantito nella lotta contro la povertà e la promozione di una società inclusiva in Europa, ha chiesto agli Stati membri che ne erano privi “di prevedere l’introduzione di regimi di reddito minimo garantiti per prevenire la povertà e favorire l’inclusione sociale”.
Solo quattro tra i 28 Stati membri dell’Unione europea non hanno ancora istituito il reddito minimo garantito: Italia, Croazia, Grecia e Ungheria.
L’Italia in particolare, anno dopo anno, si colloca agli ultimi posti tra gli Stati membri dell’Unione europea per le risorse destinate al sostegno del reddito e al contrasto della disoccupazione, della povertà e dell’esclusione sociale.
Il 29 gennaio 2014 il Consiglio d’Europa ha pubblicato il rapporto sull'attuazione della Carta sociale europea da parte degli Stati membri. Secondo il Comitato europeo dei diritti sociali, che ha realizzato il rapporto, “l’Italia non ha dimostrato di aver adottato misure adeguate per combattere la povertà e l’esclusione sociale”.
Tra le violazioni della Carta sociale europea, contestate all'Italia dal Comitato europeo dei diritti sociali, la mancata istituzione di un reddito minimo garantito come misura d'inclusione sociale e di contrasto alla povertà.

link: http://www.agoravox.it/Disoccupazione-adulta-una-tragedia.html


p.s. nwo-tr: naturalmente, per uscire dalla povertà e dal bisogno, il reddito minimo per l'Italia non sarebbe la vera soluzione, perché, in assenza di spesa pubblica volta a creare lavoro ben retribuito, assenza dovuta ai vincoli di bilancio UE, questo reddito istituzionalizzerebbe una condizione di disoccupazione non conforme al dettato Costituzionale, dettato che obbliga lo stato alla piena occupazione, con misure di spesa pubblica volte a garantire un lavoro e una paga dignitosa; ma per ritorare alla nostra Costituzione sarà prima necessario uscire dall'Europa infelice dell'euro e dei vincoli di bilancio, dopodiché avremo qualche speranza di crescita e lavoro...