mercoledì 30 novembre 2011

L'Unione Europea: La Nuova Torre di Babele Vaticana

In un articolo molto lungo dal titolo Mass Immigration And The New Tower Of Babel di RevolutionHarry si cita un manifesto, in seguito ritirato, dell'Unione Europea:


"Il programma può essere visto chiaramente in un manifesto dell'Unione Europea che fu ritirato dopo che arrivarono delle lamentele. L'Unione Europea è parte integrante del Nuovo Ordine Mondiale, essendo uno dei blocchi continentali che, come viene suggerito, è stato destinato ad essere combinato in un futuro governo mondiale. Come tale essa è stata una forza trainante dietro l'immigrazione di massa e il multiculturalismo, proprio perché queste questioni sono una parte fondamentale della generale impresa globalista. Lo stesso manifesto simboleggiava l'Unione Europea nella forma della 'Torre di Babele' come rappresentata nel dipinto del 1563 del pittore fiammingo Pieter Bruegel (vedi sopra). Nel mezzo della torre c'era una gru moderna la quale simboleggia che la Torre è ancora in fase di costruzione. Forse, ancor più importante è il fatto che questo manifesto sembrava stesse dicendo che quelli dietro la UE stessa erano venuti per finire il lavoro che era stato cominciato nell'antica Babilonia più di quattromila anni fa."
La Torre di Babele di Bruegel
Fermiamoci un attimo e inseriamo una notizia del Corriere della Sera. In questa notizia si afferma che Mario Monti, il cattolico che saluta il Papa, istruito dai Gesuiti all'Istituto Leone XIII, a capo di un governo pieno zeppo di cattolici con il pieno appoggio della Chiesa, nel 2005 divenne il capo dell'istituto Bruegel, istituto intestato allo stesso pittore fiammingo sopra citato:


Si occuperà di competitività, di integrazione dei mercati europei, di immigrazione e sviluppo. Si chiama «Bruegel», in omaggio al pittore fiammingo, e significa «Bruxelles european and global economic laboratory). Il nuovo Centro studi, presentato ieri nella capitale belga, sarà presieduto dall' ex Commissario Mario Monti e diretto dall' economista Jean-Pisani Ferry. Il capitale di base è pari a 2 milioni di euro ed è sottoscritto da dodici governi (tra cui Francia e Germania che lanciarono l' iniziativa due anni fa) e da 18 società private. Il governo italiano ha sottoscritto una quota, come pure la Telecom.
Pagina 9
(19 gennaio 2005) - Corriere della Sera
Dal sito del Bruegel leggiamo che:
"L'idea ci creare un nuovo think tank europeo indipendente dedicato all'economia internazionale deriva da discussioni private che hanno coinvolto politici, imprenditori e altre persone di diversi paesi europei alla fine del 2002. L'idea è stata approvata e ufficialmente divulgata da Francia e Germania nella loro dichiarazione congiunta a Parigi il 22 Gennaio 2003. Mario Monti è stato il primo presidente Bruegel dal 2005 al 2008. Dopo il suo mandato è stato nominato presidente onorario in riconoscimento del suo grande contributo e sostegno al Bruegel."(il grassetto è nostro, ndr).
Riguardo all'indipendenza del Brugel sulle scelte economiche ci sarebbe molto da ridire (o da ridere!) dato che dal 2005, anno della fondazione del Bruegel, Monti è stato anche Consulente Internazionale per la famigerata Goldman Sachs dei Gesuiti e precisamente membro del Research Advisory Council del Goldman Sachs Global Market Institute. Che strane coincidenze!

"Si sa che Camillo Ruini ha molto a cuore il futuro politico di Marcello Pera e di Mario Monti, il primo portabandiera dei neocon, il secondo di grande rilievo oggettivo con in più il bonus di aver frequentato le scuole dei Gesuiti".
fonte

"Il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale emerito di Sua Santità per la diocesi di Roma e Arciprete emerito della Papale Arcibasilica Lateranense, Presidente emerito della "Peregrinatio ad Petri Sedem", è nato a Sassuolo, in provincia di Modena e diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, il 19 febbraio 1931."
fonte: vatican.va
Quindi chi sta dietro l'Unione Europea di cui Monti è stato uno dei Commissari? I massoni? I sionisti? Siamo di nuovo al complotto giudaico-massonico? Continuiamo a leggere l'articolo di RevolutionHarry:

"Noi otteniamo un suggerimento su chi, in ultima analisi, sia dietro all'Unione Europea, quando guardiamo alla storia che circonda la creazione della sua bandiera.


"L'8 dicembre 1955, alla cattolica 'Festa dell'Immacolata Concezione di Maria, nostra Co-redentrice' i Ministri Europei delegati adottano ufficialmente la bandiera Europea, dodici stelle su uno sfondo blu. Essa fu disegnata da Arsene Heitz che oggi è un artista ottantenne a Strasburgo.
Recentemente Heitz ha rivelato ad una rivista francese il motivo della sua ispirazione. Secondo l'artista egli ha pensato alle 12 stelle su uno sfondo blu esattamente come è rappresentata nell'iconografia tradizionale  di questa immagine dell'Immacolata Concezione. Un devoto della Vergine Maria, Heitz non dimentica mai la preghiera quotidiana del Rosario. Heitz notò le parole dell'Apocalisse:"Nel cielo apparve un segno grandioso: una Donna vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle", Apocalisse 12:1. Come Cattolico devoto egli applicò questo a Maria, che è venerata dai Cattolici.
La bandiera dell'Unione Europea è composta da 12 stelle, ed è ispirata dall'aureola di 12 stelle che appaiono intorno alla Madonna nelle immagini Cattoliche di lei. E, quello che era un simbolo profondamente religioso divenne la bandiera ufficiale dell'Unione Europea."

(il grassetto e la sottolineatura sono nostri, ndr).
Statua della Vergine Maria nel transetto della cattedrale di Strasburgo, in Francia

Fermiamoci di nuovo e introduciamo un altro articolo del Corriere della Sera dal titolo Dall'aureola dell'Immacolata le dodici stelle dell'Europa del 14 luglio 2003 a firma di Vittorio Messori, a quanto pare anche lui "complottista":
"La bandiera dell'Unione ispirata alla corona della Vergine
Che sia una di quelle ironiche «astuzie della Storia» di cui parlava Hegel?
Di certo, il caso è curioso. In effetti, giovedì 10 luglio, a Bruxelles, con solenne cerimonia è stata presentata la bozza definitiva della Costituzione d'Europa.

E' quella nel cui preambolo non si è fatto il nome del Cristianesimo, provocando le ben note polemiche e la protesta della Santa Sede. Ma questa stessa Costituzione, nel definire i propri simboli, ribadisce solennemente che la bandiera europea è azzurra con dodici stelle disposte a cerchio. Ebbene:
sia i colori, che i simboli, che la loro disposizione in tondo, vengono direttamente dalla devozione mariana, sono un segno esplicito di omaggio alla Vergine. Le stelle, in effetti, sono quelle dell'Apocalisse al dodicesimo capitolo: «Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una Donna vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle». Quella Donna misteriosa, per la tradizione cristiana, è la madre di Gesù. Anche i colori derivano da quel culto: l'azzurro del cielo e il bianco della purezza verginale. Nel disegno originario, infatti, le stelle erano d'argento e solo in seguito hanno preso il colore dell'oro.

Insomma:
anche se ben pochi lo sanno, la bandiera che sventola su tutti gli edifici pubblici dell'Unione (e il cerchio di stelle che sovrasta l'iniziale dello Stato sulle targhe di ogni automobile europea) sono l'invenzione di un pittore che si ispirò alla sua fervente devozione mariana.

E' una storia di cui circolano versioni diverse, ma che abbiamo ricostruito con esattezza già nel 1995, in un'inchiesta per il mensile di Famiglia cristiana , Jesus . La vicenda, dunque, inizia nel 1949 quando, a Strasburgo, fu istituito un primo «Consiglio d'Europa», un organismo poco più che simbolico e privo di poteri politici effettivi, incaricato di «porre le basi per un'auspicata federazione del Continente». L'anno dopo, anche per giustificare con qualche iniziativa la sua esistenza, quel Consiglio bandì un concorso d'idee, aperto a tutti gli artisti europei, per una bandiera comune. Alla gara partecipò pure
Arsène Heitz, un allora giovane e poco noto designer che al tempo della nostra inchiesta era ancora vivo e lucido, pur se ultra novantenne. Heitz, come moltissimi cattolici, portava al collo la cosiddetta «Medaglia Miracolosa», coniata in seguito alle visioni, nel 1830, a Parigi, di santa Catherine Labouré.
Questa religiosa rivelò di avere avuto incarico dalla Madonna stessa di far coniare e di diffondere una medaglia dove campeggiassero le dodici stelle dell'Apocalisse e l'invocazione: «Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te». La devozione si diffuse a tal punto nell'intero mondo cattolico da fare di quella «Medaglia Miracolosa» uno degli oggetti più diffusi, con molte centinaia di milioni di esemplari. Ne aveva al collo una di latta e legata con uno spago anche santa Bernadette Soubirous quando, l'11 febbraio del 1858, ebbe la prima apparizione della Signora, che apparve vestita proprio di bianco e di azzurro.

Ebbene, Arsène Heitz non era soltanto uno degli innumerevoli cattolici ad avere su di sé quella Medaglia nata da un'apparizione, ma nutriva una speciale venerazione per l'Immacolata. Dunque, pensò di costruire il suo disegno con le stelle disposte in circolo, come nella Medaglia, su uno sfondo di azzurro mariano. Il bozzetto, con sua sorpresa, vinse il concorso, la cui commissione giudicatrice era presieduta da un belga di religione ebraica, responsabile dell'ufficio stampa del Consiglio, Paul M. G. Lévy, che non conosceva le origini del simbolo, ma fu probabilmente colpito positivamente dai colori.
In effetti, l'azzurro e il bianco (le stelle, lo dicevamo, non erano gialle ma bianche nel bozzetto originale) erano i colori della bandiera del neonato Stato d'Israele. Quel vessillo sventolò la prima volta nel 1891, a Boston, sulla sede della «Società Educativa Israelitica» e si ispirava allo scialle a strisce usato dagli ebrei per la preghiera. Nel 1897, alla Conferenza di Basilea, fu adottato come simbolo dell'Organizzazione Sionista Mondiale, divenendo poi nel 1948 la bandiera della repubblica di Israele. In una prospettiva di fede è felicemente simbolica questa unione di richiami cristiani ed ebraici: la donna di Nazareth, in effetti, è la «Figlia di Sion» per eccellenza, è il legame tra Antico e Nuovo Testamento, è colei nel cui corpo si realizza l'attesa messianica. Anche il numero delle stelle sembra collegare strettamente le due fedi: dodici sono i figli di Giacobbe e le tribù di Israele e dodici gli apostoli di Gesù. Dunque, il giudeo-cristianesimo che ha costruito il Continente unito in uno stendardo.
Sta di fatto che alcuni anni dopo la conclusione del concorso d'idee, nel 1955, il bozzetto di Heitz fu adottato ufficialmente come bandiera della nuova Europa
. Tra l'altro, a conferma dell'ispirazione biblica e al contempo devozionale del simbolo, il pittore riuscì a far passare una sua tesi, che fu fatta propria dal Consiglio d'Europa. Ci furono critiche, infatti, visto che gli Stati membri erano all'epoca soltanto sei: perché, allora, dodici stelle? La nuova bandiera non doveva rifarsi al sistema della Old Glory, lo stendardo degli Usa, dove ad ogni Stato federato corrisponde una stella?
Arsène Heitz riuscì a convincere i responsabili del Consiglio: pur non rivelando la fonte religiosa della sua ispirazione per non creare contrasti, sostenne che il dodici era, per la sapienza antica, «un simbolo di pienezza» e non doveva essere mutato neanche se i membri avessero superato quel numero. Come difatti avvenne e come ora è stato stabilito definitivamente dalla nuova Costituzione. Quel numero di astri che, profetizza l'Apocalisse, fanno corona sul capo della «Donna vestita di sole» non sarà mai mutato.
Per finire con un particolare che può essere motivo di riflessione per qualche credente: la seduta solenne durante la quale la bandiera fu adottata si tenne, lo dicevamo, nel 1955, in un giorno non scelto appositamente ma determinato solo dagli impegni politici dei capi di Stato. Quel giorno, però, era un 8 dicembre, quando cioè la Chiesa celebra la festa della Immacolata Concezione, la realtà di fede prefigurata da quella Medaglia cui la bandiera era ispirata. Un caso, certo, per molti. Ma forse, per altri, il segno discreto ma preciso di una realtà «altra», in cui ha un significato che per almeno mille anni, sino alla lacerazione della Riforma, proprio Maria sia stata venerata da tutto il Continente come «Regina d'Europa». (il grassetto e la sottolineatura sono nostri, ndr).

Di Vittorio Messori"

Vittorio Messori insieme al Cardinale Ratzinger, 1984

Una bandiera di ispirazione Cattolica, ci dice il "complottista" Messori sul "complottista" Corriere della Sera, con dati alla mano; una bandiera che unisce "giudeo-cristianamente" i cattolici ai sionisti di corte assassini di Israele, paese che abbiamo visto essere nient'altro che un feudo Vaticano; Una bandiera adottata in una seduta solenne l'8 dicembre 1955, la festa dell'Immacolata Concezione, un caso, certo, per molti...ma non per tutti.
Andiamo avanti con l'articolo di RevolutionHarry:

"Un'ulteriore confera del coinvolgimento del vaticano nella creazione della UE può essere trovato in un articolo dell'agenzia di stampa Cattolica Zenit, dal titolo 'Le Origini Cattoliche dell'Unione Europea'. In esso si legge:
"I leader politici che hanno fondato la CECA si sono rivelati nettamente Cattolici: Robert Schuman era intensamente devoto alla fede e affermò pubblicamente che le encicliche papali 'definiscono la dottrina cattolica e si legano nella coscienza'. Konrad Adenauer e Alice de Gasperi [entrambi cattolici devoti] furono particolarmente importanti. Il piano del carbone e dell'acciaio fu redatto da un funzionario, Jean Monnet, che divenne il primo uomo a ricoprire la carica che adesso è chiamata Presidente della Commissione. Non era un cattolico impegnato, ma l'architettura essenziale delle istituzioni era già stata sostenuta da Shuman prima che Monnet andasse nella sua direzione con il suo progetto."(il grassetto è nostro, ndr).
Come ad esprimere l'importanza di tale coinvolgimento troviamo che Shuman, Adenauer e De Gasperi sono tutti all'interno del processo di beatificazione. "
Adesso fermiamoci di nuovo ed estraiamo qualche passo dell'articolo "complottista" tratto dal sito del Centro Pastorale dell'Università Cattolica del Sacro Cuore dal titolo Alle fondamenta dell´Europa: Alcide De Gasperi

"Per la prima volta nella sua storia, l´Ue ha una propria personalità giuridica, con la facoltà quindi di firmare i Trattati internazionali. Incorporata nel Trattato tramite un articolo, diventerà giuridicamente vincolante per tutti i paesi dell´Unione Europea, ma non per Regno Unito, Polonia e Repubblica Ceca che hanno chiesto e ottenuto un´esenzione.

Se da un lato tali importanti novità ci incoraggiano, ci pongono, dall´altro, di fronte al problema del futuro dell’Unione Europea e della sua necessità di rilancio. Il dibattito, però, non può esaurirsi semplicemente nella ricerca della ripartizione ottimale delle competenze fra la Commissione, il Parlamento e il Consiglio. E’ doveroso da parte di tutti noi sfruttare questo momento per una riflessione sull´identità profonda dell´Europa, sul suo ethos e il suo telos, le sue radici cristiane, la sua capacità di autocomprensione.


Il dibattito è ampio e complesso. Ritengo tuttavia possa costituire spunto importante per tale riflessione un breve ricordo della figura del grande statista italiano Alcide De Gasperi, un ricordo che non ambisce ad essere esaustivo ma che si accontenta di rimandare i Lettori a personali approfondimenti.

Alcide De Gasperi
De Gasperi fu uno dei padri fondatori dell´Europa, insieme a Robert Schuman e Konrad Adenauer (tutti e tre ferventi cattolici, tanto che dei primi due si è aperta la causa di beatificazione) . Lo statista trentino fu protagonista della ricostruzione politica ed economica dell´Italia dopo la seconda guerra mondiale e leader dei governi di centro formatisi a partire dal 1947. Mostrò subito di avere le idee chiare sulla collocazione dell´Italia nell´Occidente anticomunista e, in qualità di Presidente del Consiglio, carica che manterrà fino al luglio del 1953, contribuì all´uscita dell´Italia dall´isolamento internazionale, favorendo l´adesione al Patto Atlantico e partecipando alle prime consultazioni che avrebbero condotto all´unificazione economica dell´Europa.

Decisivo in tal senso fu il suo contributo per la formazione del Piano Schuman che avrebbe condotto nel 1951 alla formazione della CECA
. L’europeismo che animò la vita politica dello statista trentino nasceva in primis da un forte desiderio di pace dopo gli orrori della guerra che aveva devastato il nostro Continente. De Gasperi era consapevole che solo un’Europa unita avrebbe potuto assicurare al Continente un duraturo periodo di pace e che proprio questa sarebbe stata la via che avrebbe condotto l´Italia a superare la sua crisi (nota di nwo-truthresearch: questi sono i soliti pretesti buonisti cattolici per accentrare il potere; ricordiamo che il problema era il nazionalismo nazista, che abbiamo visto essere appoggiato dal vaticano-gesuiti; su questo argomento vedi anche qui e qui). Da ricordare, infine, i suoi sforzi volti alla creazione della Comunità Europea di Difesa (CED), che avrebbe dovuto aiutare l´Europa ad acquisire maggiore peso politico nei confronti degli Stati Uniti, tentativo fallito dopo la bocciatura dell´Assemblèe Nationale nel 1954.

Nelle sue idee c’era la cultura del cattolicesimo democratico e liberale.
Era una visione della politica profondamente ispirata ai valori cristiani, ma in cui si esprimeva il principio della laicità dello stato come valore irrinunciabile. (nota di nwo-truthresearch: tutti i leader cattolici al potere si mascherano dietro la laicità dello Stato per portare avanti gli obiettivi del Vaticano-Gesuiti).
Fervente praticante (irrinunciabile per lui la S.Messa quotidiana), nel 1993 si è aperta la causa per la sua beatificazione.

Scriveva Papa Benedetto XVI nel discorso ai membri del consiglio della Fondazione Alcide De Gasperi il 20 giugno 2009: “spiritualità e politica si integrarono così bene in lui che, se si vuole comprendere sino in fondo questo stimato uomo di governo, occorre non limitarsi a registrare i risultati politici da lui conseguiti, ma bisogna tener conto anche della sua fine sensibilità religiosa e della fede salda che costantemente ne animò il pensiero e l’azione”
.
L´auspicio è che nella riscoperta di questa figura di uomo e di cristiano si possa ancora trovare ispirazione per le scelte che l´Europa adotterà nei prossimi anni
."
(il grassetto è nostro, ndr).
Di Robert Schuman leggiamo nel sito Santi beati e testimoni:
Robert Schuman

"Robert Schuman, famoso politico franco-tedesco, è ritenuto uno dei padri fondatori dell’Unione Europea, insieme al cancelliere tedesco Konrad Adenauer ed all’italiano Servo di Dio Alcide De Gasperi.
...
Schuman fu il principale negoziatore di tutti i maggiori trattati quali il Consiglio d’Europa, il Patto Atlantico e la CECA. Il 9 maggio 1950 Schuman presentò una proposta, volta a creare un’organizzazione europea indispensabile per il mantenimento di pacifiche relazioni, nota come “Dichiarazione di Schuman”, che formò la base della costituenda CECA, base primordiale dell’odierna Unione Europea. Dal 1958 al 1960 fu il primo Presidente del Parlamento Europeo, che al termine del suo mandato lo nominò “padre dell'Europa
”.
Fu presidente del Movimento Europeo (19.55), e poi dell'Assemblea di Strasburgo (1958). A giusto titolo è considerato, con Adenauer e De Gasperi, uno dei padri dell'Europa. Tutta la sua azione fu sempre sorretta e diretta da profonde convinzioni cristiane. Nei posti di grandi responsabilità da lui occupati, mai si lasciò guidare da altre considerazioni se non da quella del bene comune. La sua vita privata, in mezzo agli onori, era di una semplicità e frugalità francescane. Uomo che univa un'intensa vita interiore con una grande riservatezza, un acuto senso politico con una inflessibile integrità morale, può essere, per tutti coloro che si dedicano alla politica, un esempio di coerenza umana e cristiana. Dietro richiesta deH'«Institut Saint-Benoìt patron de l'Europe», associazione costituitasi per manifestare «la santità della politica» attraverso l'esempio di Robert Schuman, il vescovo di Metz, dopo il nulla osta della Santa Sede (15 nov. 1989), ha iniziato la causa di beatificazione il 9 giu. 1990."
Di Konrad Adenauer leggiamo sempre nel sito Santi beati e testimoni:
Konrad Adenauer

"Cattolico praticante, fu politico e statista tedesco, nonché uno dei padri fondatori dell'Unione Europea, insieme al francese Robert Schuman e all'italiano Alcide De Gasperi, entrambi Servi di Dio. Cancelliere della Germania dal 1949 al 1963 e leader dell'Unione Cristiano-Democratica (CDU) dal 1950 al 1966, la sua carriera politica si è dipanata per circa 60 anni. Anche per Adenauer si levano da più parti richieste di apertura di una sua causa di beatificazione.
...
Nel 1948 cominciò, con altri esponenti della corrente politica democristiana europea (l'italiano Alcide De Gasperi e il francese Robert Schuman in primis) l'inizio del processo di realizzazione di progetti di cooperazione europea da cui nasceranno prima il Mercato Comune Europeo (Mec), poi la Comunità Economica Europea (Cee) ed, infine, l'Unione Europea (Uè) con la sua moneta unica Euro (1998).
"
Secondo Rino Fisichella, Rettore della Pontificia Università Lateranense:

"L'Europa è nata cristiana e solo nella misura in cui rimarrà tale potrà pensare di conservare a pieno le proprie idealità e il proprio apporto originale alla costruzione di una civiltà post-moderna. La Chiesa, da parte sua, è stata davvero la comune e antica madre che ha dato vita all'unione di tanti popoli, che alcuni oggi sembrano voler dimenticare senza comprendere dove affondano le proprie origini"
fonte
Ritorniamo a RevolutionHarry e al manifesto dell'Unione che abbiamo illustrato all'inizio: 

Un'ultima osservazione è che il trattato per la creazione della 'Comunità Economica Europea (CEE)' è anche conosciuto come il 'Trattato di Roma'. Esso venne firmato a Roma nel 1957. Si può facilmente vedere il perché ci siano quelli che dicono che l'UE è semplicemente la creazione di un nuovo Sacro Romano Impero. (Nel manifesto dell'Unione Europea con al suo interno la rivisitazione della Torre di Babele di Bruegel, ndr) a circondare l'immagine della torre possiamo vedere le tradizionali stelle gialle a cinque punte della bandiera europea. La cosa che colpì in questo caso era che le stelle erano nella forma di pentagrammi invertiti rispetto alla loro rappresentazione standard.
Particolare dell'immagine del manifesto che mostra i pentagrammi invertiti
Questo doveva essere senza dubbio intenzionale. Nel mondo dell'occulto il pentagramma capovolto fu a lungo il simbolo del male e del Bafometto, che a sua volta è solo un altro nome di Satana. Lo slogan del manifesto era 'Europa: Molte Lingue, Una Voce'. Il sottile messaggio qui trasmesso era il desidero dell'UE e, per estensione, del più ampio Nuovo Ordine Mondiale, di rimuovere completamente tutte le individualità, con tutto il potere concentrato in una sola persona. In fin dei conti sembra che la persona che Essi hanno in mente sia il Papa.
L'edificio del Parlamento Europeo a Strasburgo
Infatti, l'edificio stesso del Parlamento Europeo, a Strasburgo, in Francia, ha la forma di una torre che risulta finanche incompiuta. Non è un caso, è stato progettato per essere una rappresentazione della Torre di Babele incompiuta. L'Unione Europea non è certo timida nella sua associazione alla Torre di Babele. Nel 2004 ci fu un progetto intitolato la 'Torre di Babele Europea'. Sul loro sito essi dichiararono che:
"La realizzazione degli obiettivi del progetto è stata sostenuta con l'attuazione del Portfolio Europeo delle Lingue al fine di migliorare il processo di sviluppo di un modello di cittadino europeo."
Altri simboli occulti associati con l'UE comprendono una statua di donna a cavallo di un toro, fuori dal suo ufficio a Bruxelles. Questo è il simbolo che è stato ripetuto nel corso degli anni su diverse monete e francobolli. La donna si dice che sia la dea pagana Europa e, secondo la tradizione, il toro è il dio Zeus sotto mentite spoglie. Nella storia Europa si arrampica sul dorso del toro, che poi si tuffa in mare e la stupra. Zeus porta poi Europa a Creta, dove le rivela la sua vera identità. Zeus è in realtà solo un altro nome di Satana.
Europa in sella al toro Zeus  (Satana)
Nella Bibbia leggiamo che è Pergamo dove 'Satana ha il suo trono'. Questo sarebbe stato il Grande Altare di Pergamo, il quale venne dedicato al dio Zeus. La comprensione della vera natura dell'Unione Europea sembra così abbastanza adatta per poter essere simbolizzata come l'Europa stessa che viene violentata e sedotta da Satana.
Alcuni collegano la statua alla 'donna in sella alla bestia' riferendosi al Libro della Rivelazione della Bibbia. E' molto probabile che ci sia qualcosa di vero in questo, ma l'esplorazione di questo tema potrebbe allungare ancora di più un articolo già molto lungo.
La storia biblica della Torre di Babele può essere brevemente riassunta come segue.
La torre fu costruita nell'antica Babilonia che fu fondata dal re tiranno e dittatore Nimrod.

Nimrod
Babilonia è considerata la principale fonte di tutti i 'misteri' occulti e Satanici. Nimrod si ribellò a Dio creatore e cercò di eliminare la fede in Lui. Uno dei suoi metodi fu quello di aumentare il livello della tirannia (controllo centrale da parte dello Stato) cosicché la gente avrebbe dovuto sia imparare che dipendere da lui e dal suo potere. Anche allora la classe dirigente, nelle sembianze di Nimrod e di sua moglie Semiramide, sapeva che se una persona era schiava spiritualmente allora lui o lei potevano essere totalmente controllati. Questo divenne anche il proposito della 'deificazione' della Sovranità e il controllo da parte della linea di sangue di tutta la ricchezza e la proprietà.
La stessa Torre 'con la cima nei cieli' era il luogo dove Nimrod era destinato a lavorare seduto sul suo trono e a governare come un dio dal cielo come un mandatario del suo padrone Lucifero (quando i seguaci della New Age o gli occultisti parlano del genere umano come se fosse un Dio o degli dei vale la pena ricordare che questo è un concetto molto gerarchico, con alcuni 'dei' che sono più uguali degli altri).
Nimrod era conosciuto in qualità di molte cose, ma soprattutto era il dio del sole (simbolo di Lucifero). Egli fu il primo a cercare di riunire l'umanità con una sola lingua e un solo sistema politico e religioso. Il sistema religioso diviene l'apice dei misteri che rappresentavano il culto del dio sole Luciferiano. Nimrod è stimato dalla massoneria ed è persino considerato da alcuni come il primo muratore, con la torre stessa come impresa massonica. Questa non è una sorpresa perché, come vedremo tra poco, i livelli superiori della massoneria adorano Lucifero. I paralleli tra la costruzione della Torre e la dottrina di Lucifero possono essere visti nel versetto biblico di Isaia 14:14, dove Lucifero dice:

"Salirò al di sopra delle altezze delle nubi; sarò simile all'Altissimo".
Il significato del simbolismo del palazzo del parlamento UE e quello che il manifesto trasmette è che coloro che sono in ultima analisi i responsabili della creazione dell'UE stanno continuando la filosofia di Nimrod e cercano di finire quello che lui aveva iniziato. Un Nuovo Ordine Mondiale con una falsa unione dell'umanità, in ultima analisi al servizio di Lucifero. Secondo i racconti biblici Dio ostacolò questo piano satanico dando ai lavoratori diverse lingue e disperdendoli in tutto il mondo. Questo singolo atto minò l'agenda di Satana/Lucifero per diverse migliaia di anni. Potremmo essere tentati di percepire questo attuale tentativo di unire l'umanità come una cosa buona, ma è indispensabile capire che la forza trainante è la stessa vecchia agenda Satanico/Luciferina perseguita dagli occultisti generazionali al servizio del grande maligno.
Nimrod fu considerato il 'Sommo Sacerdote dei Misteri Babilonesi'. Questo titolo, qualche volta chiamato 'Pontifex Maximus', alla fine arrivò ad essere conferito a Giulio Cesare. Questo incarico fu mantenuto dagli imperatori romani fino al 376 quando il Graziano lo rifiutò. Successivamente passò al vescovo di Roma, Damaso, nel 376. Fino ad oggi uno dei molti titoli del Papa è quello di Pontifex Maximus (Pontefice Massimo), il quale suggerisce che costui è anche il 'Sommo Sacerdote dei Misteri Babilonesi'.
Un'introduzione alla natura pagana della Chiesa Cattolica può essere trovata nei video qui, qui e qui. Uno sguardo ad alcuni dei simboli pagani associati alla Chiesa si può trovare qui (in italiano qui)."
estratto da: http://revolutionharry.blogspot.com/2011/06/mass-immigration-and-new-tower-of-babel.html


Viste tutte queste schiaccianti evidenze, a noi di nwo-truthresearch risulta francamente ridicolo affermare che l'Unione Europea sia un costrutto meramente massonico, quando i fatti indicano il coinvolgimento, in tutti gli aspetti, di ferventi cattolici devoti al Vaticano. Ci risulta altresì ridicolo l'affermare che il Vaticano sia un attore secondario nella creazione del Nuovo Ordine Mondiale di cui l'Unione Europea è un tassello fondamentale. Come avete letto sopra il Vaticano è il protagonista principale nell'edificazione di tale impero in ogni sua fase, impero che sta mandando in rovina milioni di persone in tutti i paesi suoi aderenti. La ridicolaggine sulla secondarietà del Vaticano-Gesuiti nel portare avanti il Nuovo Ordine Mondiale è anche evidente se si approfondiscono le ricchezze di tale potenza millenaria (vedi a tal proposito Chi è l'Uomo il più Ricco della Terra? e Le Finanze Vaticane), e il suo ruolo storico di aspirazione alla conquista e alla sopraffazione dei popoli, come avvenuto con le crociate. L'Europa che vediamo sotto i nostri occhi è un continente debole creato apposta per essere vittima della speculazione finanziaria di Goldman Sachs e dei suoi dipendenti cattolici Mario Draghi, Mario Monti e Romano Prodi, tutti ferventi europeisti continuatori dell'opera degli avi padri fondatori cattolici. Questa crisi europea derivante dalla speculazione, avrà come risultato il consolidamento del potere finanziario Cattolico Romano e richiamerà ulteriori forti politiche di accentramento di potere politico nelle mani del Vaticano-Gesuiti, perchè, come afferma lo stesso Bruegel-Mario Monti:
"Non dobbiamo sorprenderci che l'Europa abbia bisogno di crisi e di gravi crisi per fare passi avanti. I passi avanti dell'Europa sono per definizione cessioni di parti delle sovranità nazionali ad un livello comunitario."
Il fatto che nessuno prima d'ora vi abbia mai parlato di tali schiaccianti prove contro il Vaticano-Gesuiti per noi significa solo che in Italia vige il serrato controllo della controinformazione, ove la colpa è sapientemente dirottata verso i cosiddetti banchieri Illuminati o i sionisti. Ma sia gli Illuminati che gli ebrei sionisti sono solo una facciata del Vaticano-Gesuiti, come abbiamo più volte analizzato nel nostro blog.

sabato 26 novembre 2011

Leone XIII: il papa speculatore a cui è stata intitolata la scuola dove ha studiato Goldman Sachs Monti

Oggi vorremmo approfondire la figura del Papa Leone XIII, quel papa a cui è stata intitolata la scuola privata dei Gesuiti in cui si è diplomato il nostro Mario Monti consulente di Goldman Sachs, il quale si appresta a distruggere per sempre l'Italia "sovrana" e "laica" e a ristabilire la Monarchia del Papato, questa volta in coordinazione con altri leader mondiali che porteranno avanti il Nuovo Regno Pontificio Mondiale. L'obiettivo delle riforme di Monti, al pari dei suoi omologhi in altri paesi, infatti è quello distruggere ulteriormente la Classe Media e la ricchezza della società, al fine di arrivare ad avere un'Europa Cattolica composta da ricchi signori da un lato e da sudditi in miseria dall'altro; a questi ultimi, dopo che gli verranno sequestrati  gli ultimi loro beni e soldi dalle banche controllate dal Vaticano-Gesuiti, non resterà che la gesuitica fede della nuova era  come oppio di consolazione. D'altronde lo stesso ricoperto d'oro dalla testa ai piedi Benedetto XVI ha detto che i soldi "sono niente, e tutte queste cose, che sembrano vere, in realtà sono di secondo ordine", quindi tanto vale farceli "prendere in custodia" in aeternum dalla Chiesa e dalle banche da essa gestite. 
La Chiesa potrà quindi dedicarsi alla sua elemosina per i poveri con rinnovato fervore, facendoci cadere dall'alto della sua mano sinistra i beni per sopravvivere che ci avrà prima sequestrato con quella destra; la vera essenza dell'opera pia.
Quindi, dopo L'Unto dal Signore Silvio la saga vaticana continua sotto Monti; le credenziali di Monti sono veramente perfette per questo rush finale di dominio. Adesso torniamo a Papa Leone XIII; egli fu il successore di Pio IX. Nato a Carpineto Romano nel 1810, di famiglia aristocratica,  anch'egli fu allievo dei gesuiti; e anch'egli correva dietro ai soldi, quei soldi che "sono niente...sono di secondo ordine". Nel Libro La Santa Casta della Chiesa di Claudio Rendina leggiamo di Papa Leone XIII (1878-1903) a pag. 93:
"Egli apprezza infatti il sistema di Giovanni Simeoni di giocare sui titoli, ma vuole impegnarsi personalmente negli affari; conferma Simeoni nell'incarico di amministratore, ma affida la gestione delle finanze ad un prelato, monsignor Enrico Folchi, sulla base delle sue iniziative. E comunque, a fronte di questa particolare gestione del denaro, che vale come Sezione Straordinaria dell'Amministrazione, con chirografo del 9 agosto 1978 istituisce una Amministrazione del Patrimonio della Santa Sede, come Sezione ordinaria, sotto la direzione del segretario di Stato, il cardinale Lorenzo Nina."
Cioè, il Papa a cui è intitolato l'istituto dei Gesuiti dove si è diplomato Mario Monti (che ricordiamo essere Presidente dell'Università Bocconi e consulente Goldman Sachs), era un Papa a cui piaceva giocare sui titoli e voleva impegnarsi personalmente negli affari. Andiamo avanti citando sempre il libro:
"Papa Pecci (Leone XIII, ndr) anticipa annualmente 4.500.000 lire per le spese interne della Santa Sede, che assommano però a 6 milioni; il resto deve essere prelevato sugli interessi che quella somma anticipata frutterà a fine anno. Una speculazione seguita passo passo dal Folchi, tanto che in un anno, nel 1880, arrivano nelle casse vaticane transizioni di valori per circa 2.500.000 lire. Nel frattempo viene nominato il nuovo Segretario di Stato nella persona del cardinale Ludovico Jacobini; questi amministra il patrimonio, assistito da una commissione di quattro cardinali e un segretario, che è appunto monsignor Folchi, con il quale in sostanza si apre e si chiude il cerchio del traffico finanziario della Santa Sede. Ma non saranno tutte rose e fiori.
Proprio nel 1880 Rodolfo Boncompagni Ludovisi, principe di Piombino, progetta con la Società Generale Immobiliare la lottizzazione della villa romana di famiglia per la costruenda via Vittorio Veneto. Il principe, grazie ai buoni rapporti con il Vaticano, ottiene dei prestiti senza garanzia e la Santa Sede acquista alcune azioni della società; si verifica allora il primo crack finanziario, nel quale il Vaticano si trova coinvolto per colpa di un banchiere fiduciario. Arriva la crisi, il valore delle azioni cala e il principe contesta l'ammontare  del prestito. Il risultato è che la Santa Sede perde quasi un milione per recuperare il suo credito.
Eppure, nonostante la crisi finanziaria, nel 1880 il Circolo San Pietro edifica il primo dei dormitori economici, successivamente chiamati asili notturni, messi in atto per fronteggiare la mancanza di alloggi per gli strati poveri della popolazione della cittadinanza romana in continuo aumento. Sorge in trastevere con 75 posti letto. Ma l'impegno caritatevole del Circolo San Pietro diventa storico durante il trasferimento della salma di Pio IX dalle Grotte Vaticane alla basilica di San Lorenzo fuori le mura, la notte del 13 luglio 1881. Il trasporto, effettuato su un carro funebre, è tutelato proprio dai soci del circolo, insieme alle guardie dello Stato Italiano, che devono vedersela con liberali e anticlericali decisi di buttare a fiume la bara....
Il libro continua anche con qualche opera di elemosina di Leone XIII:
Leone XIII peraltro è quanto mai impegnato sulla strada delle opere  di carità in linea con il circolo, che nel 1890 istituisce il Guardaroba dei poveri, per fornire ai bisognosi vestiario, lenzuoli e coperte, e nel 1895 fonda il Segretariato del popolo per l'assistenza morale e sociale dei lavoratori e dei poveri.
Con un "piccolo" neo, infatti, continuando a leggere il saggio di Rendina scopriamo che:
"A questo punto il papa però, anche a fronte di tante iniziative, ritiene opportuno creare una sorta di banca all'interno della stessa Santa Sede per sfruttare in proprio le speculazioni, possibilmente in collegamento con istituti di credito italiani. Così nel 1887 viene fondata l'AOR, ovvero Amministrazione per le Opere di Religione (il suo nome originario era in realtà Commissione delle Opere Pie, ndr), la cui attività in effetti era già in piedi da tempo come commissione cardinalizia Ad pias causas. E' una banca senza le normali strutture  di un istituto di credito, pur avendo una sede propria nell'ufficio occupato fino al 1870 dalla censura pontificia e noto come "Buco nero"; la sua attività è trasformare in titoli al portatore le donazioni di immobili e di oro monetario. E sotto certi aspetti questa banca può esser valida per finalizzare le monete sonanti e i biglietti di banca che i pellegrini consegnano personalmente a papa Pecci per i suoi anniversari sacerdotali e i relativi giubilei.
Occorre però un riferimento esterno all'AOR con una banca italiana, particolarmente accreditata sul mercato per un'autentica speculazione; Leone XIII pensa di averla trovata nel Banco di Roma e vi apre un conto personale. Nel 1889 vi deposita 3 milioni e numerosi altri in azioni; Folchi incoraggia quella fiducia verso il Banco di Roma e i relativi prestiti concessi dal patrimonio della Santa Sede per finanziare varie imprese. Vengono coinvolti nelle operazioni bancarie diversi rappresentanti dell'aristocrazia papalina, in un fiume di azioni e obbligazioni; ma dopo solo un anno, nel 1890, arriva la crisi, che è proprio a livello di Borsa. O ci si tira fuori subito, perdendo comunque quasi tutto il credito, o bisogna sborsare milioni sonanti per coprire i vari buchi in funzione di un'ipotetica ripresa del Banco di Roma. Si preferisce la prima strada, riuscendo a salvare i tre milioni versati personalmente dal papa, sia pure con una grave perdita di interessi in titoli e azioni. Tra l'altro la proprietà del Palazzo Marescotti passa alla Banca d'Italia. E Folchi si dimette quando un chirografo, il 30 aprile 1891, modifica le sue competenze nell'amministrazione del patrimonio.
Il papa a questo punto aumenta le competenze dei cardinali membri dell'AOR e concentra la gestione amministrativa su uno di loro, Mario Mocenni, con il titolo di "incaricato speciale". Questi eserciterà le funzioni di prefetto dei palazzi apostolici, ma riceverà ordini direttamente dal papa, che peraltro amministra personalmente l'Obolo di San Pietro. Leone XIII è rimasto scottato dalla disavventura con il Banco di Roma, ma quando nel 1895 questi istituto si riprende, ecco rinnovarsi in lui la voglia di speculare.
A questo punto assume rilievo la figura di Ernesto Pacelli, proveniente da una famiglia di funzionari dello Stato Pontificio. E' membro del consiglio municipale di Roma, ma soprattutto è membro del consiglio di amministrazione del Banco di Roma. Pacelli comincia a dare consigli al papa per l'investimento dei guadagni realizzati con l'Obolo di San Pietro (offerta in denaro fatta dai fedeli al papa, ndr), ma subito dopo consiglia il cardinale Mario Mocenni a operare sul mercato italiano, facendo da interlocutore con lo stesso governo italiano. Da autentico diplomatico assicura che la Congregazione De Propaganda Fide prepara con le missioni un terreno favorevole alle mire coloniali dell'Italia e che non ci sono problemi per le certificazioni religiose dei Savoia.

Ecco che da Roma viene emanato un nuovo riconoscimento delle caratteristiche miracolose di Lourdes, dove i viaggi organizzati sono sempre più frequenti,
con vantaggi economici che assumono una certa continuità. Nel 1892 Leone XIII concede l'ufficio proprio e la messa della festa "in apparizione beatae Mariae Virginis Immaculatae", che il suo successore estenderà alla Chiesa universale. Ma sul piano delle risorse finanziarie si decide di sfruttare anche la benedizione pontificia. Infatti l'Elemosineria Apostolica s'inventa nel 1893 la benedizione scritta. Viene impostata con una formula particolare, mostrando in testa il logo della Santa Sede e il sigillo del papa regnante, stampata su carta semplice o pergamena e spedita anche per posta. Il prezzo varierà nel tempo ed è comunque tassativo, anche se presentato in forma di elemosina; è una sorta di "vendita del sacro", sia pure in ridotte dimensioni.
....
Papa Pecci punta tutto sull'Anno Santo del 1900 come mezzo di propaganda per attirare alla causa di Sua Santità "prigioniero in Vaticano" l'universo cattolico
; è c'è un'organizzazione senza precedenti, diretta da un Comitato internazionale esterno alla Santa Sede, costituito a Bologna dal 1896 per merito del conte Acquaroni e della Gioventù Cattolica Italiana. E' importante che lucrino il giubileo anche i sovrani d'Italia Margherita e Umberto I, il quale peraltro viene assassinato a Monza il 29 luglio; e per i funerali al Pantheon il papa stesso redige una preghiera speciale dei pellegrini per il sovrano. Il papa non vuole altro collegamento col Regno d'Italia che non sia la preghiera.
Nel frattempo si procede nel campo finanziario sotto la consulenza Ernesto Pacelli, che preme sul papa per speculare nel Banco di Roma
. Metà delle azioni di quella banca sono pur sempre della Santa Sede, e allora è bene operare investimenti. Che in sostanza si risolvono in ingenti prestiti concessi dal papa a Pacelli per la banca da lui presieduta e quindi per i suoi personali interessi. Così matura la fortuna finanziaria della stirpe Pacelli. Un casato che sarebbe stato all'avanguardia fino agli anni Sessanta del Novecento, grazie al nepotismo del papa di famiglia, Pio XII (1939-58): infatti i suoi tre nipoti, Carlo, Marcantonio e Giulio, avrebbero dominato le finanze vaticane, tra consulenze legali nelle varie amministrazioni della Santa Sede e presidenze, amministrazioni, direzioni di società in gran parte proprietà del Vaticano.
C'è sempre l'AOR, anche se resta ancora una cassa segreta, di cui pochi nella stessa Santa Sede conoscono l'esistenza;
non è neanche custodita da guardie pontificie, così che quando nel 1900 subisce un furto in titoli per mezzo milione di lire, la Santa Sede non può fare una denuncia. Ed è questo il primo giallo che sorge intorno alla banca del Vaticano, del quale non riescono a venire a capo neanche gli agenti di controspionaggio della Santa Sede, sempre in funzione; un giallo che in qualche modo contribuisce a creare il clima di sospetto che circonda il conclave per l'elezione del nuovo papa nel 1904."
Un papa quindi speculatore e legato strettamente alla finanza e ai profitti più o meno leciti della Chiesa cattolica. Un papa che fonda la Commissione delle Opere Pie, l'antesignano del diabolico IOR (Istituto per le Opere di Religione). Un papa che ha dato il suo nome ad un istituto in cui si è formato Mario Monti consulente della Gesuitica Goldman Sachs, una banca che, secondo alcune fonti, ha contribuito pienamente, con la sua speculazione, a innescare la crisi che ha portato molti paesi, tra cui la Grecia, in bancarotta.



Crisi dalla quale adesso
vorrebbero tirarci fuori sia il Goldman Sachs Cattolico Monti istruito dai gesuiti che il Goldman Sachs Cattolico Mario Draghi istruito dai gesuiti (vice-presidente di Goldman Sachs per l'Europa dal 2002 al 2005) insieme al Cavaliere di Malta Goldman Sachs Papademos, facendoci pagare di tasca nostra naturalmente, e a tutto beneficio della "Santa" Sede e della sua Goldman Sachs.

lunedì 21 novembre 2011

Dopo il Pontificio Governo Monti arriva il Pontificio Governo Mondiale


A ridosso della formazione del nuovo governo "tecnico" Pontificio guidato da Mario Monti, e dopo poco tempo che il Vaticano Pontificio Consiglio per la Giustizia e la Pace aveva chiesto un'autorità Mondiale per contrastare la crisi economica, i giorni 17-18 novembre si è svolto alla Pontificia Università Lateranense un colloquio annuale di Dottrina Sociale della Chiesa dal titolo "Il ruolo delle istituzioni alla luce dei principi di sussidiarietà, di poliarchia e di solidarietà"; un Colloquio che ha trattato ancora il tema della Governance Mondiale, a quanto pare un pallino fisso delle gerarchie Vaticane. Al colloquio era anche presente in veste di relatore il neoministro per i Beni e le attività culturali Lorenzo Ornaghi, il quale è dal 1 novembre 2002 rettore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, ateneo nel quale ha conseguito la laurea in Scienze politiche nel 1972. Ornaghi dal 1996 è direttore dell'Alta scuola di Economia e relazioni internazionali (Aseri), destinata alla formazione post-universitaria di esperti di sistemi economici e politici globali. Dal sito dell'Aseri ricaviamo la sua storia e la sua missione:


"Fornire uno standard di livello mondiale nella formazione post-laurea nel campo dell'economia, della politica e delle istituzioni internazionali. Al fine di massimizzare il potenziale di successo di uno studente all'interno di una società globale dinamica.
ASERI, Alta Scuola di Economia e di Relazioni Internazionali è un centro di ricerca ed educazione unico, nato per interpretare le grandi trasformazioni che coinvolgono le dinamiche economico-politiche mondiali e i fenomeni complessi della globalizzazione.
Fondata nel 1995 grazie alla collaborazione tra la facoltà di Scienze Politiche dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e la Camera di Commercio di Milano, ASERI forma esperti di sistemi politici globali, in grado di operare ad alto livello nell'ambito delle organizzazioni e dei sistemi internazionali, delle multinazionali, delle istituzioni bancarie e finanziarie, della pubblica amministrazione sovrananzionale" [il corsivo è mio, ndr].
Ripetiamo: questa scuola vuole formare un'élite di "tecnici" globalisti che, nel nome di Dio, saranno in grado di operare ad alto livello "nell'ambito delle organizzazioni e dei sistemi internazionali, delle multinazionali, delle istituzioni bancarie e finanziarie, della pubblica amministrazione sovrananzionale". Però!
Ritorniamo adesso al Colloquio citato all'inizio. Ce ne fa un sunto l'agenzia di stampa Cattolica Zenit, in un articolo del 18 novembre dal titolo "un po complottista" Un governo mondiale per un'economia dal volto umano, che riferisce i contenuti dell'incontro; i sommi saggi Cattolici si riuniscono alla Pontificia Università Lateranense e ci parlano di Governo Mondiale o Governance Mondiale (più politically correct) come soluzione alla crisi. (nota: il grassetto è mio):

Un governo mondiale per un'economia dal volto umano

Prelati ed economisti dibattono alla Pontificia Università Lateranense
di Luca Marcolivio
ROMA, venerdì, 18 novembre 2011 (ZENIT.org) – A distanza di due anni dalla pubblicazione, l’enciclica Caritas in Veritate continua ad offrire spunti originali su numerosi temi. Uno di questi è quello relativo al cosiddetto “governo mondiale” di cui si è discusso stamattina alla Pontificia Università Lateranense.
Governance o governo? La Dottrina sociale della Chiesa di fronte alla sfide della globalizzazione e La Civitas nell’insegnamento di Benedetto XVI successivo alla Caritas in Veritate sono stati i temi discussi nel corso della terza sessione del convegno svoltosi tra ieri e oggi, dal titolo Il ruolo delle istituzioni alla luce dei principi di sussidiarietà, di poliarchia e di solidarietà.
La sussidiarietà, come ricordato nell’introduzione da monsignor Dario Viganò, preside dell’Istituto Pastorale "Redemptor Hominis2, è indicata da Benedetto XVI (Caritas in Veritate, n°57) è la strada maestra per un’autorità mondiale “poliarchica”, che abbia a cuore “il bene comune globale” e antidoto ad un “pericoloso potere universale di tipo monocratico”.
La poliarchia è qualcosa di equidistante sia dalla monarchia che dall’anarchia: essa, mai disgiunta dalla solidarietà e dalla sussidiarietà,  implica il confronto purché sempre nel perseguimento della verità, dalla quale non scaturiscono “né integrismo, né fondamentalismi, né tantomeno guerre di religione”. Lo ha spiegato monsignor Sergio Lanza, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e professore di Teologia Pastorale alla Lateranense.
Di seguito monsignor Mario Toso, segretario del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace si è soffermato sulla riforma del sistema monetario e finanziario internazionale alla luce della giustizia sociale globale. “La crisi stimola la nascita di una nuova era sotto il segno della responsabilità”, ha detto monsignor Toso.

Il presule ha poi fatto riferimento a quel passo della Caritas in Veritate (67) in cui il Papa sottolinea la necessità della creazione di una “vera Autorità politica mondiale”. Essa dovrà essere un organo con un “potere effettivo” e dotato di “forza morale”.
Il concetto di “autorità mondialenon è quindi in contraddizione con la democrazia, come taluni sostengono, ma è davvero preposto alla realizzazione di una giustizia sociale globale.
La relazione del professor Stefano Zamagni, docente di economia politica all’Università di Bologna ha approfondito il rapporto tra pace e prospettive economiche. “A differenza di quanto sosteneva Hobbes – ha esordito Zamagni – la guerra non è uno stato permanente, quindi la pace è possibile”.
Due luoghi comuni sono ormai smentiti, secondo l’economista bolognese: il primo è quello per cui la pace è un processo spontaneo, determinato semplicemente dalla cessazione dei conflitti; il secondo è quello che sostiene che la globalizzazione e la libera circolazione delle merci favorirebbero automaticamente la pace. Gli attentati dell’11 settembre 2001, in particolare, sono la più clamorosa confutazione del secondo asserto.
Nemmeno il “pacifismo della testimonianza”, secondo Zamagni, è in grado di “agire in profondità sulle cause profonde della guerra, né di individuarne la natura”.
La vera strada è quella del “pacifismo istituzionale” con la creazione di vere “istituzioni di pace”.
Inoltre non sempre la produttività e la povertà hanno un rapporto inversamente proporzionale: la crisi attuale ci dimostra l’esatto contrario, richiamando l’attenzione sull’iniqua distribuzione delle ricchezze.

Altro aspetto analizzato da Zamagni è quello delle “esternalità pecuniarie”, un concetto assai sottovalutato, nonostante ne parlasse già Adam Smith ne La ricchezza delle nazioni. Altresì denominate poverty trap esse consistono nell’improvviso impoverimento di una parte della popolazione, a fronte del conseguito vantaggio da parte di un gruppo più ristretto.
L’esempio citato dal professor Zamagni, venne menzionato dall’antropologa francese Germaine Tillon che, a metà del secolo scorso, prese atto delle sopravvenute disuguaglianze socio-economiche in un piccolo villaggio dell’Algeria.
“Il giorno che fu costruita una strada asfaltata che conduceva fuori del paese, alcuni coltivatori di grano poterono riconvertire la loro attività nell’allevamento di bovini. Con il risultato che gli altri precipitarono nella miseria, non potendo né acquistare la carne (per loro troppo costosa), né il grano (di cui era terminata la produzione)”.
Una governance mondiale, secondo Zamagni, dovrebbe dare rappresentanza ai corpi intermedi e sdoganare, anche a livello di organizzazioni internazionali, il principio di sussidiarietà. Dovrebbe inoltre garantire una sorta di “consiglio di sicurezza” in materia economica e favorire un vero sviluppo all’interno dei paesi bisognosi, non il conferimento di semplici sussidi. “In parole povere significa dare lavoro alle persone, non l’elemosina”, ha spiegato l’economista.
Il processo di piena responsabilizzazione dell’individuo, infine, dovrebbe indurre le persone a non rendere conto soltanto – come asseriva Max Weber – delle conseguenze delle proprie azioni ma anche delle proprie omissioni.
Il riscatto dell’etica nell’economia è stato sostenuto anche da Claudio Bianchi, professore di Economia Aziendale all’Università La Sapienza, secondo il quale “etica è un sostantivo, non un aggettivo e dovrebbe avere valenza universale ed assoluta, altrimenti diventa vana l’opera di tutte le imprese no-profit e dell’intero terzo settore”.
http://www.zenit.org/article-28711?l=italian

Insomma, questi sommi sacerdoti se la suonano e se la cantano; dietro il dispiegarsi dei loro paroloni addomesticati come poliarchia e sussidiarietà questi eredi delle crociate e del Sacro Romano Impero vogliono farci accettare il fatto che un potere centralizzato mondiale non è in contraddizione con la democrazia. Nell'incontro si è parlato di iniqua distribuzione delle ricchezze e di impoverimento di una parte della popolazione, a fronte del conseguito vantaggio da parte di un gruppo più ristretto. Su questo punto siamo perfettamente d'accordo: non lo siamo però sul chi è l'artefice di tali iniquità; leggetevi infatti i nostri due post Chi è l'Uomo il più Ricco della Terra? e Le Finanze Vaticane e datevi una risposta da soli. Nell'incontro ci sono state poi le solite ipocrite sviolinate sull'etica e sullo sviluppo, etica e sviluppo che per costoro vanno sempre di pari passo con l'implementazione di un'autorità mondiale
Dalla lettura dell'articolo di Zenit si capisce molto bene che questa gente vuole farci la paternale, ci parla di etica e di forza morale, ma per costoro sarebbero perfette le parole di Gesù stesso quando afferma: "Perché stai a guardare la pagliuzza che è nell'occhio di un tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?" Infatti noi sappiamo che né etica e né sviluppo potranno mai esservi in un mondo dominato dai tentacoli delle finanze vaticane in ogni angolo del pianeta. Tanto per fare un esempio possiamo citare un articolo di peace reporter dal titolo Banca cattolica investe in armi, anticoncezionali e tabacco:

"La Chiesa cattolica si batte strenuamente da anni contro la guerra, contro l'uso della pillola anticoncezionale e per la salute dei cittadini, eppure il giornale Der Spiegel ha scoperto che la banca tedesca Pax ha investito migliaia di euro in società che vanno contro la sua stessa etica. In particolare, 580mila euro in azioni della "Bae Systems", società inglese produttrice di armi, 160mila euro nella pillola contraccettiva Wyeth e 870mila euro in partecipazioni in società di tabacco"
Di fronte a tali notizie ci chiediamo quale "Autorità mondiale con una forza morale" possa pretendere di avere la Chiesa di Roma. A tal proposito  è utile anche leggere un passo dal libro L'Oro del Vaticano di Claudio Rendina (pag. 52-53):

"Le finanze vaticane hanno conosciuto un nuovo periodo di splendore. Attualmente il patrimonio della Santa Sede è costituito dalle entrate di diocesi, missioni, congregazioni e ordini religiosi sparsi in tutto il mondo, dall'Obolo di San Pietro, nonché dai frutti  della vendita di monete e francobolli, dalle organizzazioni di pellegrinaggi e servizi turistici, dagli affitti e vendite delle proprietà immobiliari, dalla gestione dei musei, a ancora dai finanziamenti dello Stato Italiano. E la sua economia non è finalizzata ovviamente solo alle uscite, ma tende a svilupparsi con investimenti che interessano l'area euro per il 70% e il resto del mondo per il 30%. E gli investimenti riguardano obbligazioni e titoli azionari, concepiti a medio-lungo termine e indirizzati a società legate ad una economia reale. Ma va precisato che, venuti meno i depositi saltuari del denaro della gestione Marcinkus-Sindona-Calvi in paradisi fiscali bancari, è ancora oggi in atto il paradiso fiscale delle Isole Cayman, più specificamente segnalato nel capitolo Gli istituti economico-finanziari del Vaticano (v.).
Alla luce di questa situazione finanziaria e bancaria del Vaticano, suona piuttosto formale il messaggio che Benedetto XVI ha inviato il 6 ottobre 2008 in Vaticano all'apertura del sinodo internazionale dei vescovi dedicato alla Sacra Scrittura:"Vediamo adesso nel crollo delle grandi banche che i soldi scompaiono, sono niente, e tutte queste cose, che sembrano vere, in realtà sono di secondo ordine." Ma qui, al di la della finalità con cui il messaggio è rivolto a "chi costruisce solo sulle cose visibili e tangibili, sul successo, sulla carriera, sui soldi", il pensiero corre istintivamente allo IOR e alle passate gestioni, all'APSA e all'impegno tutto terreno di certe istituzioni della Santa Sede, alla quale ovviamente la Chiesa di Roma non può rinunciare. E alle parole del papa, riportate in un articolo di Marco Politi su "La Repubblica" del 7 ottobre 2008, fa eco Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista, ma anche fervente valdese:"Se i destinatari del messaggio sono i poveri, francamente trovo quelle parole perfino imbarazzanti. Andateci a parlare con chi i soldi non ne ha , andategli a spiegare  che non servono, che conta la fede, che oggi stanno male ma domani si apre il regno dei cieli". E non è credibile peraltro che il messaggio fosse rivolto ai ricchi, ovvero ai "meccanismi dell'economia liberista", perché la dichiarazione sarebbe stata un autogol, implicando una critica alle stesse istituzioni sulle quali vive la Santa sede.
Ma quel tuonare del papa e la denuncia del deficit risultano un falso. Lo ha rivelato il 30 settembre 2008 un articolo di Robert Mickens, corrispondente romano per la rivista cattolica britannica "Tablet", intitolato ironicamente Church with a Midas touch; vi si denuncia che la Santa Sede, previdente, ha trasformato una parte dei suoi euro in investimenti bancari e in oro. In particolare circa 520 milioni di euro in titoli e azioni e quasi 19 milioni di euro in una tonnellata di lingotti d'oro. Logico quindi l'ironico commento del giornalista:"La roccia di Pietro, su cui è stata fondata la Chiesa, si è trasformata in una roccia di oro." Peraltro nel rendiconto si fa riferimento a proprietà in Italia, Svizzera, Francia e Inghilterra per un valore complessivo di 424 milioni di euro; senza contare che la sola Propaganda Fide ha proprietà, perlopiù in Italia, del valore di circa 53 milioni di euro."
Ricordiamo inoltre che Goldman Sachs è controllata dai gesuiti.
Per finire possiamo tranquillamente affermare che questa piovra finanziaria vaticana, con la sua immensa ricchezza, i paradisi fiscali in essere e i suoi tentacoli in tutto il mondo, è la responsabile prima della crisi economica mondiale; adesso questa stessa piovra, per mezzo dei suoi sommi sacerdoti nelle sue aule universitarie, ci propina la sua "etica" e la sua "morale" e vorrebbe rifilarci la sua "beata" soluzione di Governance Mondiale, parola che a noi fa solo venire in mente l'aspirazione al potere temporale che la Chiesa porta avanti da molto, troppo tempo. Invece della centralizzazione del potere in mano ad una singola Autorità Mondiale pensiamo che molti, se non quasi tutti i problemi, potrebbero essere eliminati con il perseguimento dei criminali che, in nome di Dio, hanno speculato e stanno speculando sulla nostra testa da duemila anni.

venerdì 18 novembre 2011

Mario Monti: niente di nuovo sotto il sole Vaticano

"Sia Monti che Draghi, come Ciampi, hanno conservato stili di vita e abitudini familiari assai simili nonché una solida fede, coltivata senza ostentazione, come insegnano i padri gesuiti."
Paolo Conti - Corriere della Sera -Mercoledì 16 Novembre 2011
segalato su Gesuitinews.it

Dopo aver letto i miei due post precedenti
I Gesuiti che in Italia allevano la classe dirigete compreso Mario Draghi e Mario Monti controllato dai Gesuiti, alcuni di voi, specie se laici, si staranno sicuramente chiedendo il perché così tanti personaggi della nostra classe dirigente siano legati in un modo o nell'altro alla Chiesa Cattolica Romana. La risposta è che purtroppo la democrazia in questo paese non è mai esistita e il diritto agli incarichi pubblici di prestigio pare essere riservato solo alla borghesia Cattolico Romana Gesuita, o a chi le stà simpatico, con poche eccezioni. Siamo sempre stati un paese a sovranità limitata. Quando noi popolino andiamo a votare un candidato, questo è già stato preselezionato per noi dalle gerarchie Vaticane e dai loro tentacoli all'interno delle segreterie di partito. Tanto per fare un esempio, quando andiamo a votare le alternative proposte sono sempre tra il cattolico "ribelle" Prodi, il credente Fassino e L'Unto dal Signore Vaticano Berlusconi. Quindi, per fare un esempio, i contendenti di destra-sinistra non si sognano mai di far pagare l'Ici sullo sterminato patrimonio immobiliare della Chiesa Cattolica per ridurre il deficit pubblico. Ovvero, ci aveva provato lo scorso settembre il deputato finiano Enzo Raisi, introducendo un odg sulla "revisione delle esenzioni fiscali di cui beneficia la Chiesa" ottenendo alla Camera 254 voti a favore, 185 contrari e 137 astenuti, con allegato un provvedimento per introdurre il pagamento dell'ici solo sui beni della Chiesa cattolica destinati ad attività economiche; l'odg chiedeva anche l’attivazione di un’attività diplomatica per convincere lo Ior (Istituto di Opere Religiose) ad aderire pienamente alla norme europee relative ad evasione ed elusione fiscale, frode e riciclaggio. Per carità! Questo ha scatenato le ire del Vaticano. Adesso il nuovo governo tecnico del Vaticano Monti promette la reintroduzione dell'Ici sulla prima casa, ma si guarda bene dall'applicarla ai beni della Chiesa, figuriamoci! Non sorprende che anche il governo Monti abbia il pieno sostegno di molti ambienti ecclesiastici. Non parliamo poi dell'otto per mille! Al di la del formale rito democratico delle elezioni, constatiamo un dominio Cattolico Romano per tutto il periodo della cosiddetta Repubblica Italiana. E' strano che né Paolo Barnard né Giulietto Chiesa né Claudio Messora rilevino ciò nelle loro attuali arringhe. A Barnard, che adesso afferma che vi è stato un golpe, vorremmo obiettare il fatto che il golpe in Italia c'è da quando è nata la Repubblica e le sue elezioni farsa. Inoltre, ciò che è accaduto ora con il governo tecnico non eletto del Cattolico Monti istruito dai Gesuiti è successo anche in passato; come riferito da LA STAMPA, è successo anche con il governo "quasi" tecnico del Cattolico Ciampi istruito dai gesuiti del «San Francesco Saverio» di Livorno (il suo governo "quasi tecnico" 1993-94 aveva 8 ministri e 20 sottosegretari DC); è successo con il governo "quasi" tecnico del "neolaicista tenero" Giuliano Amato, un uomo che, come riferiva nel 2006 il giornale "complottista" La Repubblica, è molto amato dai Gesuiti (il suo governo "quasi tecnico" 1992-93 aveva 12 ministri e 18 sottosegretari DC); 
ed infine è successo con il governo totalmente tecnico di Lamberto Dini nella XII legislatura, un governo che aveva, secondo il "complottista" corriere della sera, una lunga lista di esperti con l' ascendente cattolico
ora come allora i Poteri Forti della Chiesa si liberano degli orpelli elettorali e mandano i loro "tecnici" senza nemmeno il rito farsesco delle elezioni. In altre parole, quando il gioco si fa duro il Nazi-Vaticano continua a giocare come ha sempre fatto.
Però, come vediamo sul programma di propaganda televisivo Matrix di Canale 5, è meglio sbeffeggiare i fantomatici complotti della Spectre, o parlare dei cavalieri dell'apocalisse, piuttosto che denunciare la reale piovra Vaticana, attualmente estesa a tutto il mondo.
Piovra Vaticana che, ad esempio, secondo i giornali "complottisti" La Repubblica e il Guardian, chiede insistentemente un Nuovo Ordine Mondiale; un'Autorità Mondiale con un rafforzamento delle Nazioni Unite e una banca centrale mondiale come soluzione alla crisi da lei stessa creata; 
la democrazia dal basso e il potere dei popoli per la piovra Vaticana sono sempre stati degli inutili orpelli, da duemila anni; ci vuole quindi un'Autorità Mondiale, un Sacro Romano Impero Mondiale. Ma naturalmente anche questi sono giornali complottisti, complottisti del Sistema; e noi naturalmente ci abbeveriamo dalle fonti del "sistema" che vorremmo combattere. Quindi il Vaticano non ha mai chiesto un Nuovo Ordine Mondiale, ce lo siamo inventato noi leggendolo su Repubblica Economia & Finanza!
Questi giornali però si limitano a riportare una notizia che proviene dal Vaticano stesso, probabilmente teorico del complotto egli stesso:

Per finire due citazioni. Forse chi di voi ha studiato nelle scuole pubbliche non l'avrà mai appreso, ma leggete ad esempio cosa sta scritto in un libro "complottista ante litteram" dato alle stampe nel 1857 dal titolo Secret Instructions of The Jesuit


"Essi fecero per secoli esattamente ciò che stanno ora cercando di fare negli Stati Uniti. Essi hanno influito immensamente nell'insegnamento. Tutti gli altri non sapevano nulla. Andarono in incognito nei regni e negli stati protestanti. Crearono scuole; o guadagnavano cattedre universitarie e poltrone professionali. Conquistarono i giovani alla loro causa...Le loro fatiche si estendevano ad ogni papato e ad ogni Regno e Stato protestante in Europa e in Sud America, dove furono la principale causa di tutte queste convulsioni nazionali e spargimenti di sangue, al fine di ostacolare e far cadere tutto il repubblicanesimo [Protestante, non comunista]. Essi sono anche i più attivi in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, dove, più che in tutte le altre nazioni, sono i più ansiosi di vincere, arruolandole al papismo..."

Sezione III. "Fate in modo che re  e principi si attengano al seguente principio: che la fede cattolica, come questione attuale, non può sussistere senza il potere civile, che però dovrà essere gestito con la massima discrezione. In questo modo i nostri membri opereranno in favore di persone nella più alta carica di governo e di conseguenza saranno ammessi nei loro Consigli più segreti."

Adesso vi lascio all'articolo "Mario e i suoi fratelli (cattolici)" del "complottista vaticano" Andrea Tornielli di Vatican Insider:


Ecco la pattuglia dei ministri dell'esecutivo Monti che godono di un alto gradimento da parte dei vescovi italiani e del Vaticano

Andrea Tornielli

CITTA' DEL VATICANO

Alla vigilia del «conclave» di Todi, Dino Boffo, direttore di Tv2000, l’emittente della Cei, intervistato sull’impegno in politica di personalità del mondo cattolico, aveva lanciato tre nomi in grado di dare un contributo alla società italiana. Due di questi, Lorenzo Ornaghi e Andrea Riccardi, sono entrati ieri nel governo guidato da Mario Monti.


Della pattuglia cattolica nel nuovo esecutivo, Ornaghi è certamente il ministro più organico a Santa Romana Chiesa. Politologo, allievo del padre nobile della Lega Gianfranco Miglio, presidente dell’Authority sul volontariato per volere dell’allora ministro del welfare Roberto Maroni nel 2001, Ornaghi – nato a Villasanta, nel monzese, classe 1948 – è alla guida dell’Università Cattolica dal 2002. Vicino al cardinale Camillo Ruini e impegnato nel Progetto culturale della Chiesa italiana, ha segnato il cambiamento degli equilibri nell’ateneo fondato da padre Gemelli riportandone le redini nelle mani dei vertici dell’episcopato. Il nuovo ministro dei Beni culturali è un uomo riservato e accorto, che non si è mai sovraesposto, nonostante il ruolo di rettore. Un tipico rappresentante «dell’Italia sanamente moderata», lo definisce un amico di lungo corso. Oltre che su un filo diretto con il cardinale Angelo Bagnasco è ben introdotto Oltretevere. Prima di accettare, ha chiesto un consiglio anche ai collaboratori più vicini a Benedetto XVI. La sua destinazione iniziale doveva essere quella alla Pubblica istruzione, ma sembra che un veto sia venuto da ambienti universitari.


Il ruolo di ministro dei Beni culturali lo fa uscire in anticipo dal rettorato, dove non sarebbe comunque potuto più essere rieletto, essendo già al terzo mandato. Ornaghi, che ieri mattina si era accomiatato dai suoi studenti preannunciando l’incarico, notizia subito rilanciata via Twitter,  ha affiancato negli ultimi mesi il cardinale Dionigi Tettamanzi nella resistenza al tentativo messo in atto dal Segretario di Stato Tarcisio Bertone di cambiare i vertici dell’Istituto Toniolo, la «cassaforte» della Cattolica.


In Vaticano, come pure ai vertici della Conferenza episcopale italiana si guarda con «attenzione e benevolenza» all’impegno di Monti. «Una bella squadra alla quale auguro buon lavoro», ha commentato il cardinal Bertone.


Nella nuova compagine governativa ci sono tre ministri che sono stati protagonisti a Todi: Ornaghi, Riccardi e Corrado Passera. Sono cattolici anche Francesco Profumo (Pubblica istruzione), Paola Severino (Giustizia), Piero Gnudi (Turismo e sport). E nell’esecutivo è rappresentata in modo significativo anche l’anima cattolico-democratica, con il nuovo ministro della Sanità, Renato Balduzzi, in cattedra alla Cattolica da un anno, che si vede assegnato un dicastero certamente più importante di quello attribuito al suo rettore.


Balduzzi, già presidente del Meic (un tempo «Laureati cattolici») è stato consigliere del ministro Bindi nonché estensore del disegno di legge sui Dico, per il riconoscimento delle coppie di fatto e omosessuali. Nel delicato «risiko» cattolico, la presenza di Balduzzi è stata letta in qualche ambiente della Cei come una risposta per controbilanciare la presenza dei protagonisti di Todi.


A mezza voce qualche alto ecclesiastico fa notare pure che il governo è molto «nordista» e molto «bancario». Ma è stata indubbiamente apprezzata, negli ambienti ecclesiali al di qua e al di là del Tevere, la scelta di non inserire nella lista personalità che si sono pubblicamente attestate sulle posizioni più distanti da quelle del mondo cattolico in materia di bioetica, come ad esempio Umberto Veronesi.